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giovedì 2 febbraio 2012

Quanto sono reattive le istituzioni?

Il report delle statistiche di Blogger (la piattaforma che utilizzo per il mio blog) riferisce un buon numero di accessi (20) al mio post del 28/1 "Disturbiamo il manovratore".   Anzi, al momento detiene il record assoluto.    Numeri piccoli, in senso assoluto, ma importanti per un neofita come me.
Non ho idea di quanti dei lettori abbiano aderito al mio invito di inoltrare la mia mail (o altra di loro maggior gradimento) alle massime cariche dello stato, ai segretari dei maggiori partiti ed ai segretari dei sindacati confederali.   Spero che qualcuno l'abbia fatto.
L'unica cosa certa, ed è la ragione per la quale scrivo questo articolo, è che tra tutti i numerosi destinatari, uno solo mi ha risposto e, devo dire, avrei potuto scommettere che l'avrebbe fatto.  Sto parlando del Presidente della Camera On. Gianfranco Fini.
Ecco qua:



    From: Segreteria del Presidente Fini
    Sent: Tuesday, January 31, 2012 9:14 AM
    To: roberto.rizzardi@txxxxx.it
    Subject: Rif: Liberalizzazioni

    Si comunica che il Presidente ha disposto la trasmissione della Sua e-mail alla
    Commissione parlamentare competente, affinche' i deputati che ne fanno Parte
    possano prenderne visione ed assumere le iniziative che ritengano opportune.
    Con i migliori saluti.


   La Segreteria del Presidente della Camera dei deputati



Chi mi conosce sa che il sentimento politico professato dall'On. Fini è quanto di più lontano ci possa essere dai miei convincimenti.   Credo che la destra politica che lui rappresenta, non potrà mai elaborare proposte che io possa condividere o anche solo considerare in maniera neutra. Questo, comunque, non mi impedisce di apprezzare il suo solido attaccamento alle istituzioni e la coerenza con la quale lo pratica.
E' il presidente della Camera, riceve una mail da un cittadino, accusa ricevuta e dispone un'azione conseguente.   Volete oppormi che è una risposta amministrativa? Intanto è una risposta,  l'unica finora pervenuta.  
Credo che il traffico di mail su quella casella di posta possa essere definito, come minimo, impetuoso ed io conto quanto il proverbiale due di picche.  
Questo non ha impedito alla terza carica dello Stato di reagire nell'unico modo decente previsto da un ordinamento liberale.   Mi è stato detto: ci sei, esisti e noi, per quanto leggera possa essere la tua influenza, ne prendiamo atto.

Fra i destinatari ci sono altre istituzioni alle quali ho già scritto in precedenza e che non mi hanno mai degnato di alcuna attenzione, neanche formale.
Come ho già detto in "la risposta di Obama e i silenzi nostrani", perfino il Presidente degli Stati Uniti ha pensato bene di rispondermi; a me, uno straniero privo di ogni importanza, soprattutto elettorale.  E pensare che gli avevo inoltrato una mail piuttosto critica e brusca.

Quali determinazioni traggo da tutto ciò.   E' semplice: il manovratore va disturbato, sempre, pervicacemente, e con militante costanza.     Lui non ci ascolta? Ebbene noi dobbiamo diventare così importuni da costringerlo a cambiare atteggiamento.  Avete forse qualcosa di più importante da fare? 

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