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sabato 28 gennaio 2012

Disturbiamo il manovratore


Ho deciso di rielaborare il testo del mio post “La misura è colma” del 25/01/12 per redigere una mail da indirizzare alle massime cariche dello stato, ai segretari dei maggiori partiti ed ai segretari dei sindacati confederali.
L'ho poi inviata e, per farlo, ho dovuto diversificare le modalità d’inoltro perché, in alcuni casi, è stato necessario ricorrere ai form reperibili all’interno dei siti, istituzionali o di organizzazione, riconducibili ai destinatari.
In passato ho utilizzato indirizzi di posta elettronica reperiti fortunosamente ed ho fondati motivi per ritenere di aver fallito nel comunicare.
Ho quindi optato per questa modalità, più macchinosa – bisogna ripetere generalità, casella di posta ed incollare il testo - e certamente più fastidiosa, perché volevo essere sicuro che il messaggio venisse effettivamente recapitato, ed ho utilizzato indirizzi di posta elettronica solo se indicati esplicitamente dai siti nelle sezioni “contatti” o quando i form, per qualche ragione, sono risultati non funzionanti o non adeguati, come nel caso del Senato.
Perché questa lunga premessa? Semplice, poiché ritengo fondamentale che in tempi di personale politico nominato, e non scelto, la nostra voce salga fino in cima, intendo proporvi, eventuali lettori di questo post, di valutare la possibilità di inoltrare a vostra volta la mail, così come è o, se lo riterrete opportuno, modificata secondo i vostri desideri o anche completamente differente, qualora riteniate di non essere rappresentati da quanto scrivo.
L'importante, secondo me, è comunicare a chi detiene le leve del potere che siamo depositari di aspirazioni, aspettative, esigenze ed istanze precise, ma soprattutto che esistiamo e che dobbiamo essere considerati.
Vi chiedo anche di proporre, a vostra volta, questa iniziativa ad amici e conoscenti.
Potreste anche ritenere sufficiente rivolgervi solo ad alcuni dei destinatari, lo ritengo meno efficace, ma è un'opinione personale.
L'attività che vi chiedo di svolgere è noiosa, pesante e scoraggiante e ciò senz'altro non è per caso. Il manovratore, evidentemente, non vuole essere disturbato. Valutate voi se è il caso di fare questo piccolo sacrificio.

  • per scrivere al Presidente della Repubblica: https://servizi.quirinale.it/webmail/

  • per scrivere al Presidente della Camera: http://presidente.camera.it/760

  • Per scrivere ai segretari di partito, che sono tutti deputati, bisogna andare sul sito della Camera - http://www.camera.it/28 – selezionare il deputato dal menù a tendina e poi cliccare su “vai alla scheda del deputato”. Andrete a finire su di un pannello dove sarà presente un tasto virtuale “scrivi” da cliccare a sua volta.




I restanti destinatari potranno essere raggiunti con la vostra posta elettronica abituale ai seguenti indirizzi:

Ecco la mail che ho inviato e che vi propongo:

Oggetto: Liberalizzazioni

Ill.mo Sig. Presidente della Repubblica
Ill.mo Sig. Presidente del Senato
Ill.mo Sig. Presidente della Camera dei Deputati
Ill.mo Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri
Egr. Sig. Segretario del Partito Democratico
Egr. Sig. Segretario del Popolo della Libertà
Egr. Sig. Segretario di Italia dei Valori
Egr. Sig. Segretario della Unione dei Democratici Cristiani e di Centro
Egr. Sig. Segretario della Lega Nord Padania
Gentile Sig.ra Segretario della CGIL
Egr. Sig. Segretario della CISL
Egr. Sig. Segretario della UIL

ai loro recapiti di posta elettronica o per il tramite dei siti istituzionali o di organizzazione

Il governo tecnico attualmente in carica si è insediato, come noto, con il compito di trarre il paese dalle secche di una perniciosa decadenza economica e strutturale.
Era a tutti evidente che non si trattava di elaborare aggiustamenti, applicare pannicelli caldi o varare manovrine di facciata, era anzi più corretto rievocare le lacrime, il sudore, la fatica ed il sangue di churcilliana memoria.
I lavoratori dipendenti ed i pensionati (quantitativamente la parte più rilevante della nazione) sono stati precettati immediatamente e con le brusche, per di più. Costoro, nonostante la consapevolezza di essere stati già in passato chiamati a patire rinunce e di averlo fatto ripetutamente, a fondo perso e senza ricevere vantaggi commisurati, pur elevando le proprie più che giustificate rimostranze, hanno dimostrato di possedere un grado elevatissimo di responsabilità ed hanno aderito ad una vera e propria chiamata all'opera di risanamento nazionale.
L'hanno fatto, dopo una breve mobilitazione sindacale, avente più che altro il significato di una testimonianza, senza porre clausole vessatorie e senza pretendere garanzie
L'hanno fatto pur nella consapevolezza di non essere i maggiori responsabili dello sfascio attuale.
L'hanno fatto pur avendo ogni ragione di temere il ripetersi, nella prossima trattativa sul lavoro, dello stesso schema di aprioristica rinuncia a diritti faticosamente conquistati.
L'hanno fatto, infine, direi patriotticamente e prendendo per buone semplici promesse, come quelle relative ad una maggiore equità, confidando nell'instaurazione di un contesto politico più credibile e nonostante la persistenza di un parlamento oramai asincrono rispetto alla situazione ed alla volontà popolare.
Ora che si tratta di intervenire anche su coloro che, spesso, si sono sottratti ai loro doveri civici, che non hanno adempiuto ai loro doveri fiscali, che prosperano al riparo di privilegi irragionevoli, di monopoli di fatto, di medioevali gilde corporative, non è possibile assistere ai ricatti ed alle pretestuose argomentazioni di questi renitenti alla responsabilità nazionale senza provare un profondo senso di disgusto e senza sentire una furia incandescente montare nel proprio animo.
Vedete bene di riservare anche a questi incivili le stesse brusche maniere che ci avete riservato.
Vorrei che fosse per tutti chiara una cosa. Questa volta non potrà andare a finire come al solito. Chi ha sempre fatto la propria parte, con scarso vantaggio e nessun riconoscimento, questa volta è prossimo al tracollo e, come tutti quelli che hanno poco da perdere, diviene estremamente reattivo e portato ad inquietarsi parecchio.
Questa volta non abbiamo dato a fondo perso, abbiamo investito le nostre ultime sostanze e vogliamo vedere un adeguato ritorno.
Ringrazio tutti Voi per l'attenzione che avrete ritenuto di potermi dedicare e Vi auguro un buon lavoro.

nominativo del mittente



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