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martedì 29 novembre 2011

Who rocked the boat?

Secondo amici e parenti sto esagerando.    Ho ascoltato alcune prese di posizione di Barack Obama sulle responsabilità europee (sic!) della crisi economica e, non condividendole, ho deciso di scrivergli.    
E che sarà mai.  Lui sostiene che la sua è l'amministrazione più aperta della storia americana, così gli scrivo.  Non gli piacerà quello che ho da dire, ma credo che non perderà di certo il sonno per le mie critiche (ammesso che la mia mail - una tra decine di migliaia - superi il vaglio della segreteria della presidenza e gli arrivi sotto gli occhi).   Vuoi mettere la soddisfazione di poter fare il pierino a livello internazionale e, nel contempo, togliersi una pietruzza dalla scarpa?     
Sarebbe anzi divertente che qualcuno, leggendo la mail in questo blog, la inoltrasse a sua volta alla Casa Bianca, mediante l'apposito form, facendo precedere al testo in inglese la dicitura “I subscribe this letter” (trad.: io sottoscrivo questa lettera).   
E perchè no?   Yes we can..... per così dire.


Questo è il testo in inglese:
Dear Mr. President, I learned that you ascribe to Europe the responsibility for the economic crisis that is continuing to plague America. This has happened in many of your speeches. I think that the essence of this position is extremely arrogant and ungenerous.   Mr. President let me ask you: who, in 2007 and 2008, has rocked the boat? Who, favoring the speculative finance and ignoring the real economy, has created the crisis that still affects the whole world? Not Europe, nor Asia or Africa. America started the crisis! Maybe not your administration, but sure it was United States of America.   By studying the history of your nation it can be seen that the U.S.A. had always suffered from some terrible economic crisis that wiped out savings and investments, every thirty or forty years. This was awful for Americans, but since you became a global power, it's also terrible for the whole world. To be the greatest country in the world also entails some responsibilities. If your history allows that greedy speculators can destroy normal economic cycle, at least you must take this responsibility.           If Europe is ineffective in addressing the crisis, try to remember this: without your economic crack we would not have had these problems.  Thank you Mr. President. Best wishes for your work.
e questa è la sua traduzione:
Gentile Signor Presidente, ho appreso che Lei attribuisce all’Europa la responsabilità della crisi economica che continua a colpire l'America. Questo è quello che ha detto in numerose occasioni. Trovo che l'essenza di questa posizione sia estremamente ingenerosa ed arrogante.
Signor Presidente Le faccio una domanda: chi, nel 2007 e nel 2008, ha fatto oscillare la barca? Chi, privilegiando la finanza speculativa ed ignorando l'economia reale, ha creato la crisi che da allora colpisce il mondo intero? Non l'Europa, né l'Asia o l'Africa. E' stata l'America! Non la Sua Amministrazione forse ma, certamente, gli USA.
Studiando la storia della Sua Nazione si può vedere che gli Stati Uniti d'America hanno sempre sofferto, ogni trenta o quarant'anni, di una squassante crisi economica che azzerava risparmi ed investimenti. Questo era terribile per gli americani, ma , da quando siete divenuti una potenza mondiale, è terribile per il mondo intero. Essere la più grande nazione al mondo comporta pure qualche responsabilità. Se la vostra storia ritiene sia normale che avidi speculatori possano distruggere ciclicamente l'economia, assumetevene perlomeno la responsabilità. Se l'Europa è inefficace nell'affrontare la crisi, cerchi di ricordare che senza il vostro crack noi non avremmo avuto questi problemi. Grazie Signor Presidente. Auguri per il Suo lavoro.



Un uomo d'affari al governo!

Ho visto una puntata del David Letterman Late Show su RAI 5, quella in cui è intervenuto Herman Cain, uno dei numerosi ed inquietanti candidati repubblicani per le prossime presidenziali statunitensi.
In questi ultimi tempi Letterman ha frequentemente dileggiato questi personaggi (e come dargli torto vista la deludente caratura che li contraddistingue) insistendo, tra gli altri, proprio su Mr. Cain.
Quest'ultimo si è fatto invitare e, esibendo una notevolissima faccia tosta, ha subìto con disinvoltura e spregiudicatezza le più che pressanti domande di Letterman circa il suo programma, il suo curriculum ed alcune accuse di molestie sessuali.  
Per visionare l'intervista si può andare su YouTube oppure sul sito della CBS  
Il sunto della posizione di Cain è che lui può ben operare come presidente degli USA in quanto uomo d'affari di successo, abituato ad affrontare e risolvere problemi!!!!!!!    Vi ricorda forse qualcuno?!
Come ho già detto nel mio primo post, ora che sono un "esodato" con molto tempo libero, posso anche permettermi di fare il pensionato rompiballe e, lottando con il mio inglese piuttosto approssimativo, ho pensato bene di scrivere alla CBS una mail il cui testo, preceduto dalla sua traduzione in italiano, è il seguente:

"Caro Sig. Letterman, ho visto l'intervista a Herman Cain di alcuni giorni fa. Ho molto apprezzato la Sua aggressività e, sicuramente, il Sig. Cain è un piccolo e duro bastardo.
Io sono italiano e so cosa può fare un uomo d'affari al governo. Può senz'altro combinare un gran casino, come l'operato del Sig. Berlusconi ha così ben dimostrato.
Un'azienda non è una democrazia. L'imprenditore dice che se i soldi sono suoi, si fa come dice lui e, naturalmente, ha ragione. Ma governare una nazione è diverso dal dirigere un'impresa.
Può il Presidente o un Primo Ministro essere il socio di maggioranza di una nazione intera? Non lo credo. Inoltre un'azienda è solo una parte della realtà e condurla può essere difficile, ma amministrare una nazione è un po' più arduo.
Grazie Sig. Letterman, seguo sempre il Suo show e godo del suo umorismo. Soprattutto apprezzo la Sua professionalità. Le auguro un buon lavoro."


To:          cbsmailbag@aol.com
Subject: Herman Cain's interview

Dear Mr. Letterman I saw Herman Cain's interview a few days ago. I enjoyed very much your toughness and, sure, Mr. Cain is a pretty rough bastard.
I am Italian and I know what a businessman can do in government affairs. He sure can do a big mess, as Mr. Berlusconi's action showed so well.
A corporation is not a democracy. Property can say “my money, my power” and this is right of course, but the government of a country is not like to lead a company.
Is a President or a Prime Minister the majority shareholder of an entire nation? I don't believe that..
And more, a corporation is a part of reality, to manage it can be tough, but to administrate the nation is quite harder.
Thank you Mr. Letterman. I always follow your show and I enjoy your humor, also I like very much your professionalism. Best wishes for your work.

domenica 27 novembre 2011

Si comincia

Eccomi qua a lanciare nella blogosfera commenti non richiesti.
Sono sbarcato alla mia tenera età (57 anni) in un territorio frequentato principalmente da coetanei di mia figlia.
Sono un pelino spaesato; che voglio fare? Che fa un blogger (anziano o giovane che sia) normalmente? Credo che lanci messaggi in bottiglia potenzialmente in grado di andare anche molto lontano. Si, certo, va in sollucchero all'idea di farsi ascoltare oltre la propria cerchia ristretta. Io poi sono di un segno zodiacale che, di solito, tiene la libera docenza in "Esibizionismo e protagonismo compulsivi". Spesso però (ed è il mio caso) vorrebbe anche raccogliere pareri altrui per uscire dalla contemplazione onanistica delle proprie opinioni.
Un po' di storia personale. Fino a poco tempo fa ero un lavoratore attivo. Poi la banca per cui lavoravo mi ha chiarito che gli esuberi si contavano a migliaia e che, comunque, di me e degli altri anziani non sapeva che farsene in quanto troppo costosi, protetti ed eccessivamente impermeabili alle panzane del marketing per risultare convenientemente collaborativi.
Di conseguenza mi è stato offerto di prepensionarmi ed io, con comprensibile sollievo, ho accettato. Questo è avvenuto appena prima che la situazione andasse allegramente in malora, con i recenti disastri economici che devastano tutta Europa come un'orda di lanzichenecchi. Tra parentesi, lo sapevate che in Cina, paese di antica cultura a grande saggezza, la peggiore maledizione è "che tu possa vivere tempi interessanti"?
Come è destino dei miei coetanei, ancora una volta vivo momenti cruciali della vita proprio nel momento in cui tutto cambia o si disfa. Ho cominciato da bambino approdando in una scuola media da poco riformata in cui coesistevano mood da scuola di avviamento professionale ed amari rimpianti per ginnasi perduti. Successivamente mi sono iscritto ad un istituto tecnico e, indovinate un po', questo avveniva l'anno 1968!!!!!! Ho conseguito un diploma dequalificato per un ruolo nel frattempo scomparso dalle fabbriche. Persino durante il servizio militare ho vissuto una ristrutturazione generale. Mi ricordo, tra l'altro, che ufficiali e sottufficiali non potevano più interpellarci dandoci del tu ma, rigorosamente, utilizzando il pronome “lei” a testimonianza di un rispetto che, in genere, non provavano. Ovviamente duravano gran fatica ad annullare un'abitudine inveterata; gli effetti, soprattutto in caso di reprimende, erano particolarmente esilaranti. Dopo alcune brevi e diversificate esperienze lavorative sono infine approdato in banca dove, per i primissimi anni, ho potuto godere di incredibili privilegi (dei quali, in fondo, mi vergognavo). Niente paura, uno per uno sono stati smantellati. Le mensilità sono state portate a 13, come per gli altri contratti; la scala mobile anomala (punti calcolati in percentuale ed applicati immediatamente) prontamente normalizzata ed infine abolita (come per tutti i lavoratori). Potrei continuare, ma penso che possa bastare.
Ora io e quelli come me saremo pure privilegiati fruitori di benefits negati a quelli più giovani, ma non siamo dei parassiti, come alcuni interessati commentatori pretendono. Il problema è che io e gli altri come me siamo stati sempre ai patti. abbiamo sempre compiuto il nostro dovere, pagato le tasse e condotto onestamente le nostre vite. Altri non l'hanno fatto, hanno gozzovigliato e combinato disastri lasciando come sempre il conto da pagare. Nel corso degli anni ci è stato detto più volte che ingoiando alcuni amari bocconi, avremmo potuto recuperare situazioni e garantire un futuro ai nostri figli (abolizione scala mobile, durata estesa dei contratti di lavoro, ripetuti inasprimenti del sistema previdenziale, adozione dei contratti di lavoro atipici e via innovando). Qualcuno ha percepito i promessi vantaggi?
Nei giorni scorsi ho seguito un puntata di Omnibus ed ho ascoltato una nota giornalista la quale, con abituale gelida sufficienza, rilevava che era arrivato il momento di fare finalmente qualche sacrificio. Naturalmente l'invito era rivolto a chi non aveva mai smesso di farne.
Ora che sono un pensionato rompiballe le ho inviato la lettera che qui ripropongo:

Oggetto: Sindacato ottocentesco - puntata Omnibus 23/11/11
Gentile Dott.ssa Meli, ho l'opportunità di ascoltare le Sue opinioni con una certa frequenza, essendo io un soddisfatto fruitore della trasmissione "Omnibus" su La7.
Non Le nascondo che, quasi sempre, i concetti che Lei esprime mi trovano in disaccordo. Pazienza, dirà Lei; la cosa senz'altro non Le farà perdere il sonno.
Comunque la posizione da Lei espressa nella puntata del 23/11/11 di "Omnibus", riguardo all'arretratezza politica e culturale del PD e dei sindacati – in particolare, credo, la CGIL –, mi ha particolarmente inquietato e colpito.
Evidentemente gli sforzi profusi dal berlusconismo per sostituire all'analisi dei fatti il linguaggio del marketing, con Lei sono stati o ben indirizzati o del tutto inutili in quanto già precedentemente condivisi.
Se, ai suoi occhi, può sembrare che i soggetti di cui sopra cerchino di difendere e perpetuare posizioni antiche (addirittura "ottocentesche" a Suo dire), pare proprio che Le sfugga che una parte dell'imprenditoria nostrana vuole riportare le relazioni industriali allo stato vigente negli anni a cavallo tra il XIX ed il XX secolo. Anni che, peraltro, hanno visto nascere e svilupparsi, al fine di cautelarsi dalla protervia del "sciur padrun da li beli braghi bianchi", proprio quel sindacato da Lei così svilito. Altro che ribaltare il rapporto causa-effetto.
Esistono nel sindacato e nel centro-sinistra posizioni massimaliste e ottuse? Senz'altro. Ne qualificano complessivamente l'opera e le finalità? Non credo proprio.
Siccome poi, come dicevano i nostri vecchi, "soldato solo non fa guerra", bisognerebbe ricercare e individuare le responsabilità di tutti gli attori coinvolti. Che dire allora dell'inesistente propensione all'innovazione ed alla ricerca delle imprese italiane? Della loro endemica sottocapitalizzazione? Della sistematica sottrazione ed occultazione della loro ricchezza?
Per lavoro ho dovuto trattare ed analizzare aziende di dimensione mid-corporate e conosco bene la comune strategia consistente nel rendere la società un guscio vuoto con ricorso massiccio e sistematico al leasing, conferimento degli uffici e capannoni ad immobiliari di comodo, utili destinati agli emolumenti agli amministratori (proprietari) e perdite iscritte a bilancio, ricorso pressochè esclusivo all'indebitamento bancario e quindi, in ultimo, anche ai denari dei depositanti (tra cui i lavoratori dipendenti).
Quindi l'asfitticità del mondo imprenditoriale è da ascriversi unicamente alle smodate pretese dei lavoratori o anche ad un modo di fare impresa che ignora il significato della parola "liberismo", che concepisce di poter operare solo in regime di monopolio o sotto padrinaggio politico e che ha dato al concetto di capitale di rischio una declinazione degna della proverbiale "repubblica delle banane"?
La ringrazio per l'attenzione che mi avrà voluto dedicare e Le auguro un buon lavoro.