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giovedì 27 novembre 2014

Ultima fermata

L'articolo qui linkato  ha il merito, ai miei occhi, di fare il tentativo di valutare i recenti esiti elettorali al di fuori delle dichiarazioni, stucchevoli e ridicole, di pretese vittorie.
  

Penso che l'analisi svolta sia condivisibile e che la cura della metastasi del nostro sistema democratico e rappresentativo non sia più procrastinabile.
Ritengo che una forte astensione del popolo di sinistra fosse un passo imprescindibile, un messaggio inequivocabile e necessario per segnalare alla direzione PD che la misura è colma.  Sono dunque soddisfatto che il segnale sia partito.

Ora i casi sono due, o il PD trae le debite conseguenze oppure continua a "renzare" (mi si perdoni l'azzardato neologismo) e diventa definitivamente quella strana creatura liberal-centrista tanto cara a Squinzi e al blocco sociale da cui questi proviene. La seconda è, a mio parere, l'ipotesi al momento più probabile.

Ecco allora che si apre uno spazio potenziale a sinistra che però non potrà essere adeguatamente sfruttato dai litigiosi epigoni di svariate ortodossie più o meno virtuose e insofferenti.    Finora tutti gli esperimenti di costituzione di una qualsivoglia formazione a sinistra del sempre più mutato PD hanno perfino faticato a spiccare il volo, non parliamo della possibilità di svilupparsi e incidere, funestati da accuse incrociate di tradimento ideologico, di deviazionismi di ogni tipo e qualità, di collusione col nemico e dalla pratica devastante delle mene egemoniche più viete e controproducenti, dimentichi di quanto queste ultime siano storicamente costate care al movimento operaio nel suo complesso.

La sinistra e le istanze operaie, del lavoro e delle classi popolari non sono più adeguatamente rappresentate e difese a livello politico, ed anche il sindacato fatica a sviluppare una efficace azione di protezione, costretto com'è a subire l'iniziativa di una classe padronale arrembante e ben ammanigliata.

I tempi sono veramente maturi per la nascita di una rappresentanza politica realmente di sinistra e con una certa capacità di incidere.  Gli elettori hanno chiaramente detto che "vincere" (che suono mussoliniano ha questa parola) non è sufficiente, che l'occupazione delle giuste poltrone non può ripagare dello scempio dei diritti così duramente conquistati e garantiti da quella che fu "la più bella Costituzione del mondo".
Una Costituzione ora sconciata, disattesa e in procinto di essere ancor più disinnescata da sconsiderate, opportunistiche e presunte "riforme costituzionali" che, in realtà, sono una autentica restaurazione di uno status quo ante che ci riporta ai primi del '900.

Il PD è occupato da una dirigenza che non presenta elementi di continuità con quello che fu il partito che univa le istanze socialiste a quelle della sinistra democristiana. La situazione, italiana, europea e mondiale vira sempre di più verso un assetto iperliberista, dove la mercificazione e la sostituzione dei diritti con privilegi esclusivi avanzano sempre più incontenibili.  Una situazione che crea scompensi e disuguaglianze, che acutizza disagi e risentimenti. Una vera pacchia per il populismo e per la rozzezza della destra xenofoba e classista.
In tempi difficili la destra è facilitata nella propaganda e nel proselitismo per via della grossolanità che l'ha sempre contraddistinta.  Emette segnali, spesso creando e istigando situazioni e contraddizioni, che si sintonizzano esattamente sul disagio di un popolo abbandonato a se stesso, senza più nessuno che si incarichi di analizzare, comprendere e proporre soluzioni e battaglie, andando oltre il semplice fiancheggiamento della risposta disperata di persone marginalizzate oltre ogni decenza

Questa nuova sinistra dovrà dunque essere concreta, credibile e disposta anche a qualche piccolo, ma stavolta veramente minuscolo, compromesso funzionale, un pragmatismo tenuto strettamente al guinzaglio di una consapevole visione di una società giusta e solidale.

Lo sforzo dovrebbe essere diretto all'elaborazione di una compiuta visione strategica, ora latitante. Disdegnando la tattica cialtrona e opportunistica che tanto ci è costata e che ci ha condotti fin qui, si potrà essere meno onanisticamente dottrinali e maggiormente incisivi.

Diversamente possiamo quietamente disporci a cercare di sopravvivere, senza prospettive e speranze, in un contesto sociale e politico spietatamente darwiniano.

Ultima fermata compagni, la vettura va in deposito

lunedì 17 novembre 2014

Com'é il rancio?

E' andata.  La "grande inculata" ha mollato gli ormeggi e veleggia sicura verso il suo approdo finale.  La ciurma si divide tra entusiasti sostenitori e non meno collaborativi finti denigratori.  Insomma, si rogna, ma si sale su sartie e pennoni e si fa il proprio sporco lavoro.
Tra un annetto, al più tardi, tutte le insidie e le porcate del job act emergeranno in tutta la loro fulgida evidenza.  Assisteremo allora alle più grottesche e risibili giustificazioni ed interpretazioni, ma saremo nel frattempo ritornati indietro di non meno di settant'anni, con tutta un'epopea di lotte sindacali e rivendicazioni da riproporre come se non si fosse mai fatto nulla.

Com'è il rancio?    Ottimo e abbondante compagno(?!) Renzi, e grazie di......... nulla.

http://www.lettera43.it/politica/jobs-act-le-tappe-per-l-approvazione-della-riforma-renzi_43675147850.htm