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lunedì 23 gennaio 2017

Il nemico del mio nemico ecc. ecc.



Alcune constatazioni:
a) Trump è il 45° Presidente degli Stati Uniti d'America;
b) non ci possiamo fare nulla;
c) la cosa ci riguarda comunque da vicino e, qui in Europa, incontra il favore sia della destra che della sinistra.

Per come la vedo io le elezioni americane hanno proposto una classica alternativa del diavolo che non metteva a confronto un meglio e un peggio, bensì due solenni fregature, una scelta poco appetitosa tra due visioni perverse dell'esercizio del potere.

Per noi europei, classici vasi di coccio tra le due superpotenze ed una Cina che si tiene in tasca gran parte del debito pubblico occidentale, si trattava di scegliere, si fa per dire, tra una calcagnata negli zebedei ed una martellata sugli incisivi.

Non saprei dire, qui ed ora, quale delle due ci è toccata, ma francamente non vedo esattamente di cosa dovremmo gioire, o per quale ragione dovremmo provare sollievo.

Posso capire, fino a un certo punto, il compiacimento della destra per la consonanza della propria matrice con la visione trumpiana, anche se si accorgeranno presto che The Donald farà pagare a noi il prezzo della sua visione di un ossimorico liberismo protezionista di stampo concettualmente ottocentesco.

Un pochetto meno giustificato mi sembra il compiacimento di una parte della sinistra.  E' pur vero che la presidenza Trump si apre all'insegna di un raffreddamento dei motivi di frizione con la Russia, ma forse si sottovaluta l'aspetto darwiniano del confronto tra due differenti visioni geostrategiche che non possono fare altro che concorrere per lo stesso osso.

Quanto poi possa giovare, nel quadro generale, una normalizzazione dei rapporti tra Washington e Mosca mentre si deteriorano quelli con Pechino mi deve essere spiegato

E quanto durerà poi la sintonia tra Trump e Putin?  Il Medio Oriente smetterà di aver rilevanza strategica?    Tutti i motivi di frizione - Siria, Israele, Daesh, Turchia, Arabia Saudita, Yemen, Iraq, Iran, Afghanistan - verranno risolti e la concordia mondiale raggiunta?   Il petrolio non sarà più una risorsa da controllare?   Una portaerei russa che incrocia al largo della Libia, ricevendo uno dei pretendenti al governo di quella disgraziata nazione, peraltro non il beniamino dell'occidente, sarà ancora un fatterello da mettere a margine del più vasto discorso del passaggio di potere tra Obama e Trump?


Quanto gioverà poi alla serena convivenza la muscolarità trumpiana nei confronti della Cina?  Quali reali vantaggi potremmo ottenere dal disinnesco della situazione ucraina se poi Trump si limita a cambiare l'effige del nemico n. 1?

Alla fine di tutto mi chiedo: ma è veramente cambiato qualcosa grazie all'avvento di Trump o ci si è limitati a rimescolare il mazzo?



La poltrona dell'uomo più potente del mondo è ora occupata dalle grasse terga di un tycoon misogino e irresponsabile, xenofobo e fascistoide, ma si è fumato l'algida e orrida Hilary Rodham Clinton, quindi siamo a posto.... o no?


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