sabato 4 febbraio 2012

Un aggiornamento sui fragorosi silenzi

L'inchiostro, virtuale, del mio scritto del 2/2 "Quanto sono reattive le istituzioni?", che riportava della risposta del Presidente Fini non aveva ancora finito di asciugarsi che mi perveniva anche la risposta dell'Onorevole Di Pietro. Eccola qua:


From: Antonio Di Pietro
Sent: Thursday, February 02, 2012 9:31 AM
To: Roberto.rizzardi@xxxxxx.it
Subject: risposta da Antonio Di Pietro
Gentile Roberto,
scusandomi del ritardo, rispondo alla sua mail del 27 gennaio. Convengo con le sue considerazioni. È ora che inizino a pagare coloro i quali non hanno mai pagato il loro dazio a Cesare, coloro che hanno sempre potuto beneficiare di grandi  coperture, ed ora vorrebbero mantenere il loro status di intoccabili.
Il provvedimento del governo Monti sulle liberalizzazioni e' un testo alla “vorrei ma non posso” che se la prende solo con le fasce piu' deboli del Paese.
Noi di Idv rimaniamo fautori delle liberalizzazioni per quanto concerne i grandi sistemi, ovvero quello assicurativo,energetico, bancario e dei trasporti. Non guardiamo invece di buon occhio quelle che interessano i poveri cristi, con essi riteniamo che il governo debba discutere e trovare un accordo condiviso. Invece di pensare ai tassisti, pensassero ai cosiddetti Ncc che operano attraverso un sistema imprenditoriale ed in assenza di limiti territoriali.
Per seguire più da vicino la nostra azione politica, la invito a seguirci attraverso i nostri siti di riferimento (www.italiadeivalori.itwww.antoniodipietro.it).
Cordialmente,

Antonio Di Pietro


Non sono sorpreso del fatto che l'On. Di Pietro abbia trovato il tempo di rispondere ad un comune cittadino.
Riporto dunque con grande piacere il suo scritto e spero ardentemente di dover pubblicare, prossimamente, altri aggiornamenti che attenuino il fragoroso silenzio dei destinatari della mia mail.
Ho detto spero.   Ci sono alcuni famosi detti e proverbi costruiti attorno al verbo sperare, alcuni dei quali sardonicamente disillusi come il famoso chi vive sperando muore.... beh, lasciamo perdere.
Preferisco quello sul sostantivo speranza che, si dice, è l'ultima a morire.






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