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domenica 16 febbraio 2014

I puntini sulle "i"

Gira su Facebook un'immagine d'archivio (compare ancora Tremonti) di un incontro ufficiale tra Berlusconi e Napolitano.   Questa immagine, alla luce delle prossime consultazioni per la formazione di un nuovo governo, ha scatenato molti commenti al vetriolo, più che comprensibili, ma Ezio Rovida, in uno dei molti thread che si possono trovare in proposito, ricorda a tutti che:

"Berlusconi interdetto [è] privato dell'elettorato passivo (non potrà essere eletto) per il periodo della pena ma non di quello attivo ed è un cittadino con diritti politici. Quindi Napolitano a prescindere da ogni altra considerazione non ha alcuna facoltà di negargli un colloquio così come dovrebbe fare anche con l'altro pregiudicato, Grillo".



Siamo da lungo tempo in una situazione nella quale parole e principi funzionali della nostra costituzione vengono continuamente piegati e reinterpretati secondo le proprie convenienze.
Il Primo Ministro non è più un primus inter pares individuato dal Capo dello Stato dopo opportune consultazioni con le forze politiche, ma un “premier” consacrato dalla “volontà popolare”, i presidenti di regione divengono “Governatori” e via fantasticando, facendo dei canoni e delle regole di funzionamento della nostra repubblica un "mischione" di verità, interpretazioni disinvolte e partigiane e falsità opportunistiche dietro il quale è possibile dire qualsiasi cosa glissando furbescamente sulla necessità di aderire all'iter che le regole, sempre più disattese, imporrebbero.
Giova ricordare che il vero scandalo non è l'incontro tra Napolitano e Berlusconi, anche se avrei da ridire molto diffusamente e con grande ferocia sul conto di tutti e due, ma il fatto che la condanna definitiva del secondo non è ancora, a distanza di mesi dalla sua formalizzazione, divenuta esecutiva.

Come ricorda ancora Ezio, se Berlusconi: 

“fosse stato affidato ai servizi sociali avrebbe dovuto chiedere il permesso al giudice per andare da Napolitano e se fosse stato agli arresti domiciliari ovviamente non avrebbe potuto andarci. Ma la sua pena non è ancora esecutiva e questo costringe Napolitano a riceverlo come capo di Forza Italia. Molto più grave è la responsabilità di Renzi che trattando con lui l'ha praticamente riabilitato politicamente nonostante la condanna.

Queste considerazioni non attenuano per nulla la gravità del momento e la consapevolezza della metastasi che si sta propagando, ma rimettono al loro posto alcuni elementi che diverse campagne di propaganda, da ambo il lati della barricata, stanno opportunamente strumentalizzando.
La propaganda più efficiente è quella che parte da elementi di verità che, una volta acquisita credibilità e ascendente sui fruitori, si tramutano velocemente e con perizia in malversazioni e falsità. 
Rimettere dunque “i puntini sulle i ed i trattini sulle t” non è semplice e notarile pignoleria, ma una pratica opportuna e indispensabile, o ci siamo già scordati delle perniciose pratiche di marketing Berlusconi style? Si tendiamo a farlo, in realtà ci siamo assuefatti a quel malcostume. Ragione di più per ritornare, con puntigliosa solerzia, a ricordare quello che andrebbe fatto per individuare con maggior chiarezza quello che invece accade.

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