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domenica 15 maggio 2016

Quando i barbari bivaccano nelle aule parlamentari.


La Costituzione della Repubblica Italiana venne scritta coralmente da tutte le componenti del popolo italiano attraverso i suoi rappresentanti politici eletti con suffragio universale.

Venne elaborata superando le ipocrisie paternalistiche dell'impronta monarchica dello Statuto Albertino e con ben presenti le dure lezioni apprese durante un ventennio di soffocante dittatura fascista.

L'Assemblea Costituente della Repubblica italiana, composta di 556 deputati, fu eletta il 2 giugno 1946 e si riunì in prima seduta il 25 giugno nel palazzo Montecitorio, ed i lavori continuarono fino al 31 gennaio 1948. 
I Padri Costituenti elaborarono una legge fondamentale priva di riferimenti diretti alla realtà contingente, in grado di mantenere una sua intrinseca validità nel tempo, e che potesse fungere da faro e riferimento per la perpetuazione dello spirito democratico e universale dei principi repubblicani in essa affermati.

Mettervi mano con la visione corta degli attuali nani politici, e con l'intento di travisarne i principi e distruggere il delicato equilibrio delle relazioni e contrappesi tra poteri, è evidentemente eversivo e credo vi si possano perfino ravvisare, perlomeno a livello morale, gli estremi del tremendo reato di ALTO TRADIMENTO.

Il monumento di ipocrisia che costituisce la cosiddetta riforma istituzionale promossa dal PD, e spalleggiata dai suoi alleati/concorrenti, oltre ad essere un coacervo confuso e contraddittorio di norme abborracciate, manca tutti gli obiettivi pubblicizzati e dimostra di essere all'esclusivo servizio di una svolta populistico-autoritaria funzionale ad interessi privati neoliberisti, sovranazionali e di natura e origine non elettiva.

Io voterò NO al referendum costituzionale che si terrà ad ottobre perché mi sono cari i principi democratici e repubblicani della nostra Costituzione e perché ogni ipotesi di revisione costituzionale non dovrebbe svolgersi in un clima politico:

  • caratterizzato da forte astensionismo
  • in presenza di un Parlamento eletto grazie ad una legge dichiarata anticostituzionale
  • grazie ad un governo che si regge su di una fiducia concessa grazie a metastatici processi di compromesso parlamentare e in aperto contrasto con le premesse elettorali che insediarono quei parlamentari.
Credo che si sia in presenza di una ferita grave all'assetto democratico del nostro paese e alla vigilia di uno stravolgimento delle nostre vite ed aspettative, al consolidamento definitivo della nostra precarietà, ed alla sterilizzazione delle nostre capacità/possibilità di intervento nella costruzione delle nostre sorti.


Dobbiamo reagire ora o dovremo a lungo riflettere sulle nostre colpe e responsabilità, e nel frattempo soccombere quietamente.

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