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sabato 16 gennaio 2016

I tempi grami delle scelte ininfluenti.



Leggo, su Facebook, il commento che tal Adriano Valente scrive condividendo la dichiarazione rilasciata da Giachetti, candidato sindaco PD per Roma. 
Da una parte non posso che convenire col suo commento sull'insipienza degli elettori romani che votassero PD o PdL, dopo tutto quello che è successo, dall'altra mi chiedo cosa si aspetti facciano; che votino in massa M5S? Beh, non avrebbe torto. Il Movimento a Roma ha ottime chance, più per "merito" del PD, e delle bestialità che questo ha inanellato, che per propria virtù.

Io dico però che M5S, nei mesi scorsi, si è affannato a rincorrere ogni minima perturbazione nei quartieri e nelle borgate romane, spesso contendendosi gli spazi con Fratelli d'Italia e Casa Pound, con le loro stesse motivazioni - tagliare l'erba sotto i piedi di Marino - e con la stessa formula d'intervento: soluzioni poche, o assenti, soffiamenti vari sui tizzoni ardenti di una cittadinanza esasperata e da loro molto mal consigliata e martellante richiesta di dimissioni di Marino, l'alieno abbastanza incongruo paracadutato, per sbaglio come si sono presto accorti i vertici del PD, al governo della città.
Marino, con tutti i suoi numerosi errori era un elemento di evidente discontinuità con la passata gestione impresentabile del centrodestra e anche in aperto contrasto con il sottobosco politico così "ben frequentato" da un funzionariato PD alquanto "affaristico".
Dunque, ancora una volta, M5S propizia il compimento di disegni malaffaristici nei propri avversari, al fine di lucrare sulle contraddizioni che ha, a suo modo, favorito. Tanto peggio, tanto meglio........ e muoia Sansone con tutti i filistei.
Pertanto M5S vincerà la competizione elettorale e si assumerà la responsabilità della gestione dell'unica grande metropoli italiana, smisurata nelle dimensioni, come nell'ampiezza e diversificazione dei suoi problemi, e sfodererà, suppongo, la stessa sagacia, la stessa pregnanza gestionale già così ben dimostrate a Parma e Livorno dove, quando non intenti a far scoppiare problemi riescono a malapena a galleggiare.
Anche io penso che se i romani votassero PD o centrodestra si meriterebbero tutte le conseguenza che ne deriverebbero, ma sono anche convinto che si pentiranno presto anche dei nuovi sanculotti che si apprestano a vincere.
C'è una sola sconsolante verità: l'offerta politica è desolata e povera.
Pochissimo articolata, se non nel brand, propone una scelta suicida tra fellonia e arcigna intolleranza.
E così sarà fino a quando concederemo in appalto a terzi i nostri destini, perché qui nessuno esprime il proprio elettorato. Non lo fa il PD che sfugge alla prova elettorale sfruttando la continua successione di emergenze e millantando "cambi di verso" sostenuti solo dai propri artifizi statistici.
E neanche M5S, che ha finalmente cessato la propria ridicola simulazione di democrazia diretta, pochissimo frequentata, per dar spazio ad un direttorio eterodiretto dal titolare della Casaleggio e Associati, ci si prova a farlo. E perché mai dovrebbe? In fin dei conti non è lo strumento del sacro sdegno popolare? La sua legittimazione non proviene forse dal fatto che denuncia incessantemente il malcostume, pur senza fare "l'errore" di impegnarsi in qualche progetto compiuto? Non sono forse tutti gli altri così evidentemente indegni? E dunque, infine, non possono essere che loro la soluzione, non vi pare? E tanto basti!

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